La ricerca a Torino: alcuni link…

Architect looking at blueprints

 

Cosa significa pensare e fare ricerca all’Università di Torino?

Di seguito alcuni link essenziali…

Buona navigazione!

Unito.it/ricerca

Laboratori di ricerca 

Polo Scienze Umanistiche

e la piattaforma dell’Università degli Studi di Torino dedicata all’orientamento universitario orient@mente

Annunci

Che ne sarà dei nostri ghiacciai?

presanella_da-Ghiacciaio

Quot. da ResearchItaly

Che ne sarà dei nostri ghiacciai? Intervista a Francesco Ficetola, vincitore di un grant ERC

(…)

Perché è così importante conoscere le dinamiche biologiche di questi terreni (n.d.r. terreni che ospitano e hanno ospitato ghiacciai)?

Questa progetto di ricerca potrebbe avere un importante impatto per la società, oltre che per la scienza. Le aree deglaciate nel futuro diventeranno molto ampie e aumenteranno i rischi geologici, dato che un ghiacciaio che si ritira lascia dietro di sé dei sedimenti incoerenti. Il fatto che possa crescere della vegetazione in queste zone incide moltissimo sul rischio di frane e inondazioni. Inoltre la vita umana è strettamente legata alla dinamica dei ghiacciai e al loro scioglimento: i più grandi fiumi asiatici, ad esempio, dipendono dai ghiacciai dell’Himalaya e forniscono acqua a oltre un miliardo di persone. Infine questo progetto potrebbe avere un impatto rilevante sul piano ambientale, poiché la crescita della vegetazione nelle aree lasciate libere dai ghiacciai potrebbe aiutare a contrastare il riscaldamento globale, favorendo l’immagazzinamento di anidride carbonica nel terreno.

Smart Specialisation Strategy

 

futureshutterstock

 

Quot. da ResearchItaly (il portale della ricerca italiana)

Il concetto di Smart Specialisation Strategy (SSS) è stato elaborato a livello europeo e indica strategie d’innovazione – flessibili e dinamiche – concepite a livello regionale ma valutate e messe a sistema a livello nazionale con l’obiettivo di:

  • evitare la frammentazione degli interventi e mettere a sistema le politiche di ricerca e innovazione

  • sviluppare strategie d’innovazione regionali  che valorizzino gli ambiti produttivi di eccellenza tenendo conto del posizionamento strategico territoriale  e delle prospettive di sviluppo in un quadro economico globale.

Cosa comporta nel concreto e chi se ne occupa?

Il nuovo ciclo di programmazione della Politica di Coesione 2014-2020 prevede, come condizione ex ante per l’utilizzo delle risorse comunitarie, che le autorità nazionali e regionali mettano a punto strategie di ricerca e innovazione per la “specializzazione intelligente”, al fine di consentire un utilizzo più efficiente dei fondi strutturali e un incremento delle sinergie tra le politiche comunitarie, nazionali e regionali.

Le Regioni di tutti gli Stati membri sono chiamate a redigere un documento che delinei, a partire dalle risorse e dalle capacità di cui dispongono, la propria Smart Specialisation Strategy, identificando i vantaggi competitivi e le specializzazioni tecnologiche più coerenti con il loro potenziale di innovazione e specificando gli investimenti pubblici e privati necessari a supporto della strategia.

Quali attività sono previste a supporto della Smart Specialisation Strategy?

Il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione Economica (DPS) del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha promosso, in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il progetto “Supporto alla definizione e attuazione delle politiche regionali di ricerca e innovazione (Smart Specialisation Strategy)”, gestito da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa).

L’obiettivo è supportare le amministrazioni regionali nel delineare e implementare la propria SSS attraverso la creazione di un luogo di condivisione delle esperienze in corso nelle Regioni, evitando le sovrapposizioni tra i diversi livelli di governo.

Miur: il sistema della ricerca

ricerca1

 

Quot. da Miur – Il Sistema della Ricerca – Visione d’insieme 

Il Miur ha il compito di promuovere e sviluppare l’attività di ricerca scientifica e tecnologica italiana, in collegamento con le altre amministrazioni dello stato, centrali e regionali, che hanno competenze analoghe in materia. L’obiettivo è favorire nei soggetti impegnati nella ricerca la capacità di produrre nuove conoscenze e  realizzare nuovi prodotti e processi produttivi ad alto valore aggiunto di conoscenza.

In tale quadro, l’attività del Miur si rivolge ai soggetti italiani, tenendo presenti le politiche di ricerca europee e internazionali, per favorire la capacità di “internazionalizzazione” di tali soggetti.

Il sistema della ricerca, dunque, è composto – oltre che dal Miur – dalle università, dagli enti pubblici di ricerca (molti dei quali vigilati dallo stesso Ministero), dalle imprese. A questi poi si aggiungono altre tipologie di soggetti, pubblici o privati, che possono rientrare nella più ampia definizione (di origine comunitaria) di “altri organismi di ricerca”.

Tali soggetti hanno natura e finalità diverse e svolgono attività di ricerca di tipo differente: le università e gli enti si occupano di una ricerca di tipo più “fondamentale” o “di base”, le imprese invece si impegnano in una ricerca con finalità più produttive e applicative. Tuttavia collaborano e interagiscono tra loro, in una logica di “sistema” che lo stesso Miur stimola e favorisce (al riguardo, tipica è l’attività del Miur a favore della nascita e del potenziamento dei Cluster tecnologici nazionali).

All’interno di tale sistema le figure di riferimento sono rappresentate dai ricercatori (pubblici o privati, dunque) cui si aggiungono, per le università, anche i docenti che per loro missione sono impegnati anche in attività di ricerca.